sabato 7 agosto 2010

SIMONA

Sognavo di te ogni notte, ma soprattutto, ti sognavo di giorno
I miei occhi disegnavano il tuo viso con mille stelle intorno
Mille lucette piene di speranza,
Addio, amore mio, ti amo troppo per poterti stare vicino. mille sogni ricchi di passione
Oggi su di me mille sconfitte, fatte di amarezza e delusione
Nella notte me ne andrò via, lontano, per cercarmi un posticino.

Piometra: pericolo per il nostro cane femmina

Salve, mi chiamo Simona vi scrivo per parlare della mia bellissima Desy. Desy è un cane femmina di 9 anni, è un meticcio ma è talmente bella che uno dei genitori era un belga originale, ne sono sicura. Circa un mese fa è stata operata d'urgenza per una piometra (infezione purulenta dell'utero).
La piometra è una patologia che colpisce cani e gatti di sesso femminile. L’organo implicato è l’utero che, a causa della proliferazione di germi piogeni, si presenta ripieno di materiale purulento. L’indice di mortalità è elevato ed è previsto, pertanto, un intervento tempestivo da parte del veterinario. Dati statistici indicano che la maggior incidenza di questa patologia si ha tra gli 8 e i 10 anni di età, nella fase diestrale (45-60 giorni dopo l'inizio del calore), in femmine che non hanno avuto gravidanze periodiche oppure in soggetti trattati farmacologicamente allo scopo di sopprimere i calori.
Desy è stata operata in tempo per fortuna, e ora sta benissimo! Spero che questo breve racconto sia di aiuto ad altri cani, sterilizzarli significa salvargli la vita! Desy soffriva! Noi tutti in famiglia ne eravamo consapevoli, purtroppo al cane manca la parola e non è facile capire il perché della sua sofferenza. Quindi sta a noi procedere nel modo giusto e nei giusti tempi, e la cosa migliore è il veterinario sempre! Aiutate i vostri cani ... ciao e grazie dell'ascolto. Simona

Le mie poesie:

Una piccola rosa
Lungo lo strato limite di una foglia morta
fiorisce lo stelo di una rosa.
Chissà dove
chissà quando è sbocciata la vita
un passo mite
lungo
lucido e profondo
ha aperto una strada.
Oh piccola rosa quante gioie mi dai nel
vederti splendere in questo ingenuo tramonto
ora non hai più ragione di piangere di soffrire
sei solo una dolce rosa che sta per nascere
nel cuore di una mamma che tanto ti ama.
Simona Lepore

I miei temi:

Episodi di violenza,di orrore,spesso vittime le donne ma soprattutto i bambini. Qual'é la vostra opinione? E'un male sociale,fatti ...
Violenza:caratteristica di chi(o di ciò che)è violento;che è solito abusare della propria forza fisica,specialmente in modo incontrollato e impulsivo;violentare:costringere con la violenza una persona. Sono tutte definizioni che si trovano normalmente nel vocabolario italiano,ma cos'è in realtà la violenza?chi è colui che violenta?
La violenza è la costante minaccia distruttrice dell'uomo,essa è cieca,è una malattia socialmente contagiosa. In realtà c'è violenza nella storia degli uomini,fin dalla lotta(dei due fratelli)Caino contro Abele,dove la condanna pronunciata da Dio su questa violenza umana si compie con un atto di violenza estrema come il diluvio,oppure la morte seminata da Dio con i castighi delle dieci piaghe e con lo sterminio degli egiziani annegati nel Mar Rosso,e così via.
Il nostro Dio viene considerato come giudice giusto che castiga,come re santo che va in collera,come il Signore che è vendicatore. Non è così! perché la Bibbia in fondo non è altro che un libro scritto da uomini,quindi il Dio violento,che essi descrivono,è solo un Dio frutto delle loro proiezioni,essi infatti non fanno altro che proiettare la loro violenza in esso,che invece ne è ben lontano,perché è un Dio di amore.
La violenza fa parte dell'uomo e del suo mondo,ed oltre ai contesti religiosi si inserisce anche in quelli sociali,filosofici,politici ed economici. Essa vive nella strada,negli stadi,nelle scuole,il bullismo e il razzismo violento appartengono all'esperienza quotidiana dei giovani.
Ormai,chi legge o guarda la tv,ha la sensazione di essere circondato da un mondo estremamente violento,violenza che col passare del tempo,va aumentando sempre più,ormai gesti un tempo impensabili,oggi sono all'ordine del giorno e vengono quasi considerati"normali";si cerca in tutti i modi di discolpare chi invece è da condannare,fornendo così un cattivo esempio per il prossimo.
Un aspetto terribile,è che tutto ciò avviene nonostante tutti sappiamo quali siano i valori di vita cui ci ha abituato la nostra cultura,valori di tutti,e cioè il rispetto del più debole:dell'anziano,della donna e del bambino,valori che purtroppo vengono sempre meno in questa società,invece non si dovrebbero toccare mai. Come si può usare violenza su un bambino?molto spesso si sentono notizie che fanno scandalo,notizie che rendono i mass-media sempre più interessati,notizie che riguardano bambini fotografati e violentati,sedotti e sfruttati per scopi economici.
Tutta violenza fatta sui più deboli,che purtroppo c'è e ha mille sfaccettature,violenza che fa notizia,tutti si scandalizzano,poi i giorni passano,la notizia scompare e tutti se ne dimenticano.
Le nostre vite sono luoghi affollati di cose inutili,inutili fardelli che appesantiscono i giorni.
Siamo una società depressa e ansiosa,ecco perché ci si dimentica così facilmente di tutto ciò che di orribile accade ogni giorno intorno a noi,anche davanti ai nostri occhi. Occhi che bisognerebbe tenere sempre aperti,perché la cosa più brutta,la cosa che fa più paura è che i lupi cattivi in questa società sono sempre nei paraggi. Lupi cattivi ai quali non importa chi sia la persona che hanno davanti,che non si vergognano se questa persona non può difendersi.
Sono solo delle bestie coloro che usano violenza,sembra di vivere nella giungla,con le bestie a caccia delle prede per sfamare una fame sessuale e psicologica,di violenza e male. Per me affrontare il tema della violenza non è stata cosa semplice,perché è un tema talmente vasto,enorme e complesso. Comunque,arrivata a questo punto mi chiedo,ma tutta questa violenza ci porterà alla fine del mondo?ce n'è veramente troppa,perché ? Mi chiedo il motivo di tutto ciò...non se ne può più!ci stiamo praticamente autodistruggendo. E' vero,che aumenta il desiderio di condurre una vita lunga e piacevole,ma la cosa sbagliata è che tutti finiscono per orientarsi verso una ricerca ossessiva del piacere,del divertimento,dei soldi,della carriera,del potere.
Per fortuna dentro questo caos ci sono ancora tante persone in pace con se stesse e con il loro mondo,e che non credono alla violenza come metodo per risolvere i problemi. Anzi,sanno che usare la violenza per affrontare e voler risolvere dei problemi,comporta una risposta altrettanto uguale e a volte peggio,come un vortice senza via d'uscita,se non quella della violenza.
La mia purtroppo,rimane solo una breve riflessione,magari potesse servire a qualcosa. Il tema sulla violenza merita molto più tempo,molto più studio e molto più ingegno,cosa che però pochissime persone fanno.

Le mie poesie:

Raggio di sole
Raggio di sole
illumina i miei occhi che sono spenti
distruggi queste lacrime di dolore che sgorgano da essi
tutto il mondo piange.
Con il tuo raggio di sole io guarirò
e i miei occhi non piangeranno più.
Simona Lepore

SAGGIO BREVE

Poeti e letterati di fronte alla "grande guerra". Titolo del saggio:guerra e ignoranza vanno di pari passo.
Nel 1914 scoppiò la "grande guerra",grande perché durò sino al 1918,quando invece si pensava fosse una guerra lampo.
"La guerra è un fatto,come tanti altri in questo mondo;è enorme...",questo è solo un piccolo pensiero di R. Serra,secondo questo letterato con la guerra non cambia niente,essa non migliora,non cancella".
La guerra in realtà è solo male!Un male che si potrebbe evitare,il suo inizio lo si deve ai vari problemi di natura economica fra le varie nazioni. E' sempre e solo quello il motivo principale che fa scattare la molla,che fa pronunciare all'uomo la parola guerra. Mai nessuno pensa però a tutte le vittime innocenti che essa porta(bambini,donne,anziani),mai si pensa alle tante sofferenze che arreca la guerra alle famiglie. Mamme che vedono i propri figli partire per poi magari non tornare più,mogli che perdono il proprio marito,che si ritrovano a dover portare avanti una famiglia mangiando solo pane e bevendo acqua."Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola".
E' questo che porta la guerra altro che la "sola igiene del mondo",i futuristi nel loro Manifesto scrivevano:"Noi vogliamo glorificare la guerra,il militarismo,il patriottismo,le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna".Orribile ciò che scrivevano eppure ebbero grande successo questi futuristi,ma perchè? Cosa hanno di giusto quelle parole? Sembra proprio che le cose giuste in questo mondo non piacciano molto alle persone,specialmente ai "grandi" ai "potenti",a tutti coloro cioè,che hanno il potere,quel potere che non è mai gestito nella giusta maniera.
"Siamo troppi,c'è un di troppo di qua e un di toppo di la",allora ecco la decisione è presa:Guerra! Una parola tanto semplice da pronunciare,ma tanto crudele quando si scatena.
Gli stati entrano in conflitto solo per la conquista di nuove terre,nuove armi vengono costruite,aerei,navi,nuovi ordigni.
Uomo che spara ad un altro uomo,che ammazza a sangue freddo,"che cosa cambierà su questa terra stanca,dopo che avrà bevuto il sangue di tanta strage",cosa cambierà quando giovani soldati marceranno nudi al freddo,magari davanti alle tombe dei loro compagni,giovani che raggiungono il peso di 35kg perché hanno fame e non hanno da mangiare.
Prigionieri di una guerra,prigionieri dell'uomo potente,quanti di loro ce la faranno? Quanti di loro sopravviveranno a simili torture?
Molti poeti,scrittori,nonché giornalisti vengono "entusiasmati" dalla guerra,per loro come calamità,tante cose si sono scritte su di essa,milioni e milioni di libri riempiono gli scaffali delle più grandi biblioteche di tutto il mondo.
Il poeta V. Majakovskjj,grida il suo orrore nei confronti del conflitto mondiale,egli parla della guerra come espressione di violenza e di ferocia,insiste sull'immagine del sangue "un rigagnolo di sangue purpureo",il poeta ci fa capire quanto sia sconvolgente la notizia della guerra,di quanto la gente reagisca ferocemente,con risse,grida,ira,ci fa capire che essa sconvolge la dimensione umana,e non solo,perché in realtà è anche la natura,la nostra bellissima e splendida natura ad esserne vittima.
"La guerra è un'operazione maltusiana ",Thomas R. Malthus pensa che la vita sulla terra sia inquinata alle radici,secondo lui l'uomo ha tolto lo spazio agli animali e alle piante,praticamente ci sono troppi uomini e quindi le epidemie,le guerre,accentuando la mortalità,ristabilirebbero un certo equilibrio. Questo è il suo pensiero, sbagliatissimo secondo me!
Non dovrebbe mai scoppiare una guerra,perché essa è la peggiore condizione in cui l'uomo si può trovare e peggio ancora per causa altrui.
Pace:assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni,conclusione di una guerra,è questa la sola parola che dovrebbe essere pronunciata dall'essere umano.
La guerra è il massacro di persone che non si conoscono,per conto di persone che si conoscono ma che non si massacrano.

I miei temi:

2009
I miei temi:Handicap perché?
Parlare dell'handicap è parlare del senso globale della vita.
Cos'è in realtà l'handicap? Non è sicuramente qualcosa che riguarda alcuni sfortunati e le loro famiglie,ma è qualcosa che riguarda tutti.
Ancora oggi nelle menti degli uomini sono presenti delle barriere,anche se in numero minore rispetto al passato,(specialmente se si parla delle antiche civiltà).
Per fortuna alcune di queste barriere sono state abbattute e qualche passo avanti si è fatto. Come ad esempio la cura verso le persone handicappate,anche se ha iniziato a realizzarsi solo d recente nella nostra umanità,quando invece avrebbe dovuto esserci da sempre .Ma non è stato così!
Le persone handicappate venivano discriminate per il loro aspetto e per la loro anormalità,in realtà sono proprio loro le persone che devono essere più apprezzate e rispettate perché hanno un cuore e gli insulti infondati degli altri feriscono quel cuore.
Sono persone da ammirare perché nonostante la loro malattia hanno la forza e il coraggio di andare avanti,cosa che noi non facciamo,infatti nella maggior parte dei casi,ci arrendiamo ad ogni ostacolo.
Sono persone più pure di noi,non ci farebbero mai del male,ma al contrario,siamo noi a farlo a loro. Loro non conoscono l'invidia,ne la malvagità...cercano solo amicizia,compagnia,comprensione perché purtroppo sono dipendenti e hanno bisogno dell'aiuto altrui per andare avanti e se ce l'hanno sono anche più forti di noi...
Sarebbe bello che tutti vedessero la persona prima dell'handicap,sarebbe bello guardarle e non accorgersi di certe diversità,guardarli con occhi normali,ma siccome questo non sempre avviene, sento di dire che gli handicappati siamo noi.

Le mie poesie:

Mi chiedi perché…
Mi chiedi perché
costruisco la casa
nel bosco e io
sorrido e non parlo,
e anche la mia anima
è tranquilla:
vive nell’altro mondo,
quello che nessuno possiede.
L’albero di pesco fiorisce
l’acqua scorre.
SIMONA LEPORE

I miei temi:

(marzo 2009)
I miei temi: Differenza tra comico e umorismo.
In realtà comicità e umorismo,pur essendo molto diverse,sono sempre figlie dello stesso padre che è la capacità di suscitare divertimento,sebbene con diverse sfaccettature,contenuti e motivazioni.
L'umorismo serve a strappare la risata,a creare divertimento,vive e si nutre di situazioni assurde,bizzarre,fuori dal comune,e ha origine quando l'azione esce fuori dagli schemi standard dell'usuale,creando divertimento. Può essere sufficiente una barzelletta,purchè metta in risalto in assoluto il ridicolo, perché ridere del ridicolo ridere cioè di gusto per tutto ciò che ci appare inconsueto,è anche uno strumento terapeutico,che ci permette di affrontare il quotidiano nel modo migliore.
Ma se l'umorismo è l'interpretazione distorta del quotidiano vivere,la comicità è il suo involucro.
La comicità è la caratteristica di un comico,di colui,cioè,che muove semplicemente al riso,di colui che ha quel qualcosa in più degli altri.
Però affinché il comico produca il suo effetto è necessaria una certa insensibilità,cioè la capacità di assistere ai drammi della vita e alle piccole disgrazie altrui come spettatori indifferenti, perché se così non fosse non riusciremmo a ridere di una persona che ci ispiri pietà o affetto. Deve quindi intervenire un elemento di teatralità,di immaginazione che ci faccia osservare le vicende altrui come ad uno spettacolo visto dall'alto del nostro palco.


Cos'è per voi?
secondo me se fossimo un pò più "comici "staremmo tutti meglio.
Il comico è colui che favorisce l'equilibrio emotivo,colui che può sicuramente dare "nota"positiva,soprattutto nella nostra società.
Ma affinché ciò avvenga occorrono condizioni psicologiche idonee:la serenità dell'animo,l'accantonamento dei codici etici e logici dominanti,la coscienza comune. Tali condizioni sono necessarie per un comico perché
solo così potrà suscitare quel riso capace di ridurre le tensioni,gli scompensi dell'età infantile e adolescente turbata da stress diversi.
Per quanto riguarda l'umorismo,sento di dire che coglie l'assurdità delle vicende umane,provocando simultaneamente il riso e la pietà,penso che senza l'umorismo l'umanità sarebbe proprio uno squallore completo!Ci vorrebbero più Charlie Chaplin,Olio e Stanlio,il mitico Totò e tanti altri come loro,così tutto andrebbe meglio nel mondo,almeno credo. L'umorismo è uno sciroppo virtuale che va assunto a grandi dosi, cosicché con un sorriso possa curare la nostra emotività devastata dal quotidiano.

I miei temi:

(venerdì 6 novembre 2009)
Il candidato analizzi a proprio piacimento gli elementi essenziali che caratterizzarono lo sviluppo della psicoanalisi freudiana.
La psicoanalisi(parola tanto semplice quanto enigmatica),esiste da centodieci anni,nacque esattamente nel 1886,attirò seguaci e stimolò ricerche,accese polemiche e dissipò pregiudizi.
Il fondatore fu il professor Sigmund Freud,nato il 6 maggio del 1856 a Freiberg (Moravia),da una famiglia di origini boeme,in seguito si trasferì a Vienna,compì studi di medicina con risultati molto brillanti.
Durante la sua vita,varie frustrazioni personali gli offrirono lo spunto per elaborare il metodo dell'interpretazione dei sogni(pietra di fondazione della psicoanalisi),esplorare l'inconscio e,più tardi creare il processo psicoanalitico terapeutico nel quale il paziente in lunghe sessioni,rivela man mano gli aspetti segreti della sua personalità.
Freud era convinto che le esperienze infantili,infatti, influenzassero il comportamento adulto e sosteneva che per spiegare la personalità andassero indagati i rapporti emotivi con la madre nella prima infanzia e il complesso di Edipo,il desiderio inconscio del figlio di uccidere il padre per liberare se stesso.
Freud fu nel 1900 la figura più famosa di Vienna, perfetto rappresentante dei circoli intellettuali viennesi,e proprio di quegli intellettuali si sparse la voce soffrissero del complesso di Edipo.
Infatti la psicoanalisi ebbe un impatto straordinario dapprima sui seguaci viennesi,poi in Europa,e infine in tutto il mondo. Ci fu una vera e propria evoluzione dei concetti di infanzia e sessualità infantile. Fu un periodo in cui si intrecciarono e si scontrarono differenti ideologie e visioni dell'essere umano,personificate in pediatri e psichiatri,educatori e psicoanalisti.
Momento storico per la psicoanalisi,rivelatasi un importantissimo strumento che mise a fuoco i meccanismi psichici,l'unico che permise di capire come funzionava la mente umana.
I termini fondamentali di tale strumento erano:"complesso edipico","rimozione","censura","sublimazione","inconscio","super-io","transfert",ecc.
Ma regola fondamentale per la psicoanalisi furono le associazioni libere"dite tutto ciò che vi viene in mente",lasciar ritornare alla mente,e dire a qualcuno scelto o investito del ruolo del terapeuta,tutto quello che si pensa,così come viene,e ciò che permette di ritrovare non soltanto i ricordi dimenticati,che spesso sono alla base dei sintomi che portano all'analisi,ma anche di scoprire aspetti di se stessi e del proprio funzionamento psichico abitualmente occultato o sottovalutato.
Freud,come ognuno d'altronde nel proprio campo,cercò di scoprire,innovare,inventare,egli voleva solo spazzare via le vecchie abitudini e superare i divieti imposti nel passato. Ma tante furono le reazioni negative nei suoi confronti o per meglio dire nei confronti della sua teoria psicoanalitica,reazioni negative specialmente da parte della Chiesa,che ripudiò la teoria dell'eziologia sessuale delle nevrosi,che Freud definiva il "dogma della psicoanalisi".
Alcuni psicologi o filosofi lo distrussero del tutto,distrussero tutto ciò che derivava dalla psicoanalisi più o meno direttamente. Si parlava di dati infondati,manipolazioni,atteggiamenti ideologici,totale infondatezza scientifica,pura invenzione letteraria,che aveva fatto più danni che altro.
Insomma il dibattito rispetto alle teorie psicoanalitiche era sempre (ed è tuttora),piuttosto acceso,ma nonostante le molte defezioni e scissioni, Freud portò avanti la sua teoria fino alla fine della sua vita. Morì a Londra il 23 settembre del 1939.
Chi non ama Freud,chi cioè reputa la psicoanalisi freudiana,grezza e primitiva,tuttavia,credo non dovrebbe rigettare del tutto il suo notevole lavoro,specialmente se esso viene letto sotto altre prospettive,può essere considerato geniale.
In un modo o nell'altro,con limiti o meno,comunque la psicologia in qualche maniera(secondo me),gli è debitrice anche se la psicoanalisi classica"forse"ha creato dei danni.
Oggi la psicologia si avvale di ben altre conoscenze e tecniche di diagnosi,che sono sostanzialmente incorrelate con la psicoanalisi. Complesso di Edipo,logica simbolica/metaforica psicoanalitica,sono destinate a soccombere e a rimanere un caso sociologico,indubbiamente interessante storicamente.

I miei temi:

(domenica 28 febbraio 2010)

Già nel 1764 C. Beccaria affermava:"Non è utile la pena di morte per l'esempio di atrocità che dà agli uomini. Se la guerra e le passioni hanno insegnato a spargere sangue umano,le leggi moderatrici della condotta degli uomini non dovrebbero aumentare il fiero esempio,tanto più funesto quanto la morte legale è data con istudio e formalità".
Alla luce del pensiero di Beccaria,rifletti sull'uso della pena di morte,argomentando la tua opinione con esempi tratti dall'attualità.


Da quando l'uomo ha preso possesso del mondo,da quando cioè ha cominciato a creare le sue leggi secondo la sua visione della giustizia,da quel giorno esiste la pena di morte.
Soppressione della vita umana,annientamento del condannato,privazione del bene fondamentale della vita:questa è la pena di morte!
E'una legge barbara che ancora troppi paesi hanno nel loro codice.
Nel 1764 Cesare Beccaria con la pubblicazione del libro"Dei delitti e delle pene",stimolò una riflessione sul sistema penale vigente,sostenendo l'inefficacia della condanna capitale come mezzo di prevenzione del crimine suggerendo in alternativa alla pena di morte,la pena dell'ergastolo. L'opera di Beccaria ottenne grande attenzione.
Nacquero così numerosi movimenti che ne richiedevano l'abolizione,da allora in numerosi stati prima europei e poi in molti altri,la pena di morte venne abolita e sostituita da altre punizioni come il carcere a vita.
Non fu così purtroppo per molti stati,specialmente i più avanzati(ben 76).
Occupa la punta del Corno d'Africa,la Somalia,paese in cui nell'anno 2009 venne lapidata un'adultera. Aveva 20 anni e partorito da poco un bambino. La Somalia è un paese in cui le donne non hanno libertà di scelta,in cui vige una legge antica che riflette uno spirito e una visione del mondo completamente maschilista.
In uno spazio terroso viene scavata una buca,la donna viene legata(mani e piedi),messa nella buca e ricoperta dalla cintola in giù. La gente tira pietre,sempre in continuazione finché in pochi minuti il viso della donna non sarà altro che una maschera di sangue. Orrore! Ma in che mondo viviamo? Eppure c'è chi ancora si pone queste domande:la pena di morte è giusta o ingiusta? E'utile o inutile? La mia risposta è che essa è ingiusta ed inutile! L'uomo ha il diritto di vivere,chiunque esso sia ha il diritto a non essere privato della vita,tanto più dal proprio stato.
Sono sempre più convinta che se lo stato spezzasse la catena della violenza(la sua è la più mostruosa,perché legale),forse si potrebbe sperare in un miglioramento complessivo,visto che la pena di morte è l'inciviltà di un popolo.
Mi rabbrividisce il solo pensiero che vengano uccisi degli innocenti,perché proprio quello che a volte succede,persone condannate a morte senza che vi siano prove di colpevolezza. Se solo qualcuno si fermasse a riflettere un pò di più prima di agire,forse le cose cambierebbero chissà,purtroppo però non è mai così!
E' anche vero che vi sono casi in cui la pena di morte viene inflitta su veri criminali come ad esempio l'ex dittatore iracheno Saddam Hussein,condannato il 5 novembre 2006,a morte per impiccagione. Fu sottoposto a processo da un tribunale iracheno,per crimini contro l'umanità,in relazione alla strage di Dujal del 1982.
L'esecuzione è avvenuta il 30 dicembre 2006. La sua morte ha scatenato violenti disordini,scontri e scene di lutto tra le strade di Baghdad,di Nojaf,e di altre città sciite.
Saddam (così come tanti altri criminali),sapeva cosa stava facendo e a che cosa sarebbe andato incontro,per questo io non ho pietà di persone come lui,non ho pietà per chi cioè si adopera per rovinare la vita degli altri. Non provo compassione né comprensione,ma sinceramente è molto difficile,davanti a un media evento così epocale,esprimere un pensiero alternativo alle ricche pagine giornalistiche,ma posso solo ricollegarmi semplicemente al pensiero di Beccaria,cioè penso che sia più giusto l'ergastolo alla pena di morte,perché è sicuramente meglio una cella in un carcere duro per certi mostri.
Fortunatamente un passo molto importante e fondamentale verso l'abolizione universale della pena di morte è quello fatto da Amnesty International (Londra 20 settembre 2007),con la campagna per la moratoria(sospensione temporanea della pena).
Con essa si spera di essere vicini alla fine di tutti gli omicidi di stato,si spera in un mondo senza la pena di morte,ognuno degli stati membri dell'ONU dovrebbe dire basta alla pena capitale.
A me è bastato guardare un film per capire la crudeltà di questa orribile legge,il film a cui mi riferisco è "Il miglio verde",che contiene una dichiarazione forte ,potente, contro l'uso della pena di morte. Il protagonista(persona innocente), viene condannato a morte su una sedia elettrica. E' questo il mondo in cui viviamo!altro che film,viviamo in una dura realtà fatta di uomini di ghiaccio,fatta di uomini senza sentimento.

I miei temi:

martedì 23 febbraio 2010
La pena di morte
Da quando l'uomo ha preso possesso del mondo,da quando cioè ha cominciato a creare le sue leggi secondo la sua visione della giustizia,da quel giorno esiste la pena di morte,detta anche pena capitale.
Si tratta di una legge barbara che ancora troppi paesi hanno nel loro codice.
L'esecuzione capitale ha radici molto antiche,già nella preistoria,nonostante l'assenza di un codice penale scritto era ampiamente eseguita.
Successivamente si hanno prove della sua applicazione fra popoli come Babilonesi,Egizi,Greci e Romani. La pena capitale era prevista per crimini come furto,mancanze commesse nell'esecuzione de proprio lavoro,sacrilegi,omicidio,ecc..
Proprio per le varie forme di omicidio,la pena capitale cominciò ad essere applicata in Italia da Enrico || nel Basso Medioevo,intorno al 1050.
I crimini venivano allora puniti mediante la decapitazione,l'impiccagione,l'annegamento,la tortura fino alla morte,il sacrificio,ecc..,fino ad arrivare nel'500 e '600 a torture raccapriccianti quali la ruota,il rogo,e lo squartamento.
In particolare la condanna colpì chi si discostava dalle posizioni della Chiesa,infatti l'accusa di eresia sarà per secoli causa di atroci torture e di morte per una moltitudine di uomini e donne.
Ciò avvenne fino alla fine del 1700,quando cominciò ad affacciarsi con il pensiero illuminista la possibilità di un ripensamento sulla validità della pena di morte.
Molto importante fu nel 1764 la pubblicazione del libro"Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria,che stimolò una riflessione sul sistema penale vigente,sostenendo l'inefficacia della condanna capitale come mezzo di prevenzione del crimine suggerendo in alternativa alla pena di morte,la pena dell'ergastolo. Per fortuna l'opera di Beccaria ottenne grande attenzione.
Nacquero infatti nel xv||| secolo numerosi movimenti,che ne richiedevano l'abolizione. Uno dei primi stati che abolì la pena di morte fu il Granducato di Toscana,esattamente nel 1786(purtroppo ciò durò solo per quattro anni,perchè nel 1790 Leopoldo| di Toscana reintrodusse la pena di morte).
A partire dal XX secolo,in numerosi stati,prima Europei e poi molti altri,la pena di morte venne abolita e sostituita da altre punizioni come il carcere a vita.
In Italia,la pena di morte sparì dal codice penale nel 1889 per rientrarci poi con il fascismo con Mussolini nel 1926,per tutti coloro che avessero attentato alla vita o alla libertà della famiglia reale o del capo del governo e anche per vari reati contro lo stato.
Fu fortunatamente di nuovo rifiutata all'inizio della sua storia repubblicana,l'Italia divenne così a tutti gli effetti un paese totalmente abolizionista.
Non fu così però per molti stati,specialmente i più avanzati(ben 68 nazioni),paesi arabi a maggioranza musulmana,India,Cina,Giappone,ecc..,ma gli Stati Uniti d'America,sono i maggiori responsabili di esecuzioni capitali(366 dal 1976 al 2006).
Un passo però molto importante e fondamentale verso l'abolizione universale della pena di morte è quello fatto da Amnesty International(Londra,20 settembre 2007),con la campagna per la moratoria(sospensione temporanea della legge).Con essa si spera di essere vicini alla fine di tutti gli omicidi di stato,si spera in un mondo senza la pena di morte,ognuno degli stati membri dell'ONU dovrebbe dire basta alla pena capitale!
E' inutile porre sempre le solite domande:la pena di morte è giusta o ingiusta?è utile o inutile?,la mia risposta è che essa è ingiusta ed inutile,perchè l'uomo ha il diritto di vivere chiunque esso sia,ha il diritto a non essere privato della vita,tanto più dal proprio stato.
Sono sempre più convinta che se lo stato spezzasse la catena della violenza(la sua è la più mostruosa,perchè legale)forse si potrebbe sperare in un miglioramento complessivo,visto che la pena di morte è l'inciviltà di un popolo.
Mi rabbrividisce il solo pensiero che vengano uccisi degli innocenti,perchè è proprio quello che a volte succede,persone condannate a morte senza che vi siano prove di colpevolezza,ma in che mondo viviamo?se solo qualcuno si fermasse a riflettere un po’ di più,forse le cose cambierebbero chissà,purtroppo però non è mai così!
A me è bastato guardare un film per capire la crudeltà di questa orribile legge,il film a cui mi riferisco è "Il miglio verde" che contiene una dichiarazione forte,potente contro l'uso della pena di morte. Il protagonista(persona innocente), viene condannato su una sedia elettrica. E'questo il mondo in cui viviamo!Altro che film,viviamo in una dura realtà fatta di uomini di ghiaccio,fatta di uomini senza sentimento.

SAGGIO BREVE

23 gennaio 2010

Piccoli e grandi sogni di chi affrontò la vita a misura d'uomo:l'emigrante.

Quando si parla di emigrazione,in realtà si parla di persone in cerca di fortuna,che inseguono la speranza,in cerca di migliori condizioni di vita.
In passato chi emigrava,era gente povera,disperata,con una istruzione insufficiente,gente che si stabiliva nei sobborghi delle grandi città dove viveva in condizioni sociali,economiche e igieniche degradate e degradanti.
Dal 1876 a più di un secolo dopo,milioni e milioni di italiani,in gran parte meridionali lasciarono il loro paese e la loro famiglia,una folla grande come l'Italia si mosse per cercare "l'America" in ogni angolo del mondo.
"I contadini vanno in America,e rimangono quello che sono:molti vi si fermano e i loro figli diventano americani".Così scrive Carlo Levi nel suo testo:"Cristo si è fermato ad Eboli". Testo secondo me,di una saggezza straordinaria,egli racconta la realtà contadina del sud,arretrata e costretta a vivere in condizioni di miseria e di ignoranza,perchè quasi tutti i contadini non sapevano ne scrivere ne leggere.
Per quei contadini l'America era l'altro mondo,che aveva però una doppia natura.
Era terra dove si andava a lavorare,dove si sudava e si faticava,dove il poco denaro era risparmiato con mille stenti e privazioni,dove qualche volta si moriva e nessuno si ricordava,ma nello stesso tempo era il paradiso.
La voglia di migrare colpì un pò tutti,uomini e donne,grandi e piccini.
Affascinate dal "sogno America",intere popolazioni lasciarono i loro villaggi per affrontare la grande avventura. Gente che non si era mai allontanata da casa,affrontò gli oceani per raggiungere la terra sognata.
L'emigrazione per queste persone risultò in sostanza benefica,perchè alcuni di essi dopo qualche anno facevano ritorno in paese e acquistavano col denaro risparmiato un proprio campo e una propria casa.
Dal testo di E. Ciccotti: "il danaro faticosamente risparmiato dagli emigranti,certo una risorsa,ma in compenso quanti altri lati sfavorevoli".Secondo il pensiero di Ciccotti l'emigrazione andava salvaguardata a tutti i costi in quanto a essa non vi era alternativa. Ma egli si soffermava sia sugli aspetti negativi che su quelli positivi di essa. Aveva proprio ragione!Il risparmio degli emigranti nascondeva,infatti,anni di sacrifici,a volte di umiliazioni e di duro lavoro, svolto purtroppo lontano dagli affetti più cari. Ma nonostante tutto ciò,gli emigranti italiani,hanno saputo tenere alto il nome del paese natio,e con le loro scelte coraggiose hanno assicurato alla propria famiglia una vita dignitosa,grazie sempre alla loro tenace volontà di emergere,di progredire,di affrontare una vita a misura d'uomo.
L'Italia:tradizionale paese di emigrazione,è stata però interessata anche da un significativo movimento interno.
"Il fenomeno ha cominciato ad affacciarsi timidamente nella realtà italiana degli anni '60 e '70,ma solo nella prima metà degli anni '80,ha assunto una dimensione sociale pienamente visibile e socialmente rilevante".Scrive così M. Napoli,egli parla dell'Italia degli anni '80,ed è proprio in quegli anni che in realtà il ruolo dell'Italia nel sistema delle migrazioni internazionali muta profondamente,se prima era coinvolta solo marginalmente dal fenomeno immigrazione,ora ne è pienamente investita. La maggior parte degli stranieri proveniva dall'America del nord e dall'Europa,ma molti anche dalle Filippine(soprattutto donne),e dal Nord Africa.
Da allora," cresce la presenza degli immigrati regolari nel nostro Paese,arrivati nel 2006 a quota 3 milioni e 690 mila.." (Orazio la Rocca).
Sinceramente, credo che oggi non è affatto semplice comprendere quale sia dal punto di vista quantitativo la presenza straniera in Italia,soprattutto alla luce dei molti clandestini e lavoratori in nero.
Si dice spesso che l'immigrazione è una risorsa,ma non è per forza vero,lo è soltanto nel caso in cui il fenomeno è ben gestito,altrimenti è un problema.
L'Italia,infatti,è chiamata continuamente a farsi carico dei compiti di emergenza,a causa delle elevate quote di ingresso e della pressione migratoria anche irregolare,e nello stesso tempo deve concentrarsi sempre di più sull'integrazione della popolazione già insediata. I nuovi arrivati hanno,comunque,sempre bisogno di essere aiutati,per quanto riguarda le pratiche amministrat ive,l'orientamento,le traduzioni,l'assistenza,ecc..,ma aiutati a loro volta devono essere anche gli italiani,aiutati cioè a conoscere le specificità socio-culturali di queste persone, e quindi a rispettarle.
Credo che non basterebbero milioni e milioni di parole per parlare di questo "enorme" fenomeno che è l'emigrazione,ma di una cosa sono convinta, e cioè che soltanto la voce di poeti e scrittori,nonché giornalisti,è in grado di raccontarci cosa si nasconde dietro ogni partenza,Con i loro testi ci aiutano a non dimenticare la sofferenza di tutti coloro che furono costretti ad abbandonare il proprio Paese.
Interi scaffali di libri hanno esaminato e spiegato questo complesso fenomeno migratorio,analizzandone le cause vicine e remote,e con la loro descrizione letteraria,hanno raggiunto punte di estrema bellezza.

TEMA

4 aprile 2009
I miei temi:Disagio infantile
I bambini,sereni e spensierati solo perchè sono bambini?Non sempre è così,anzi.
Vi è un male oscuro,sempre più diffuso,difficilmente quantificabile,un'emergenza che sta assumendo dimensioni davvero allarmanti. Questo male ha un nome:disagio infantile.
Disagio che resta spesso nascosto,per emergere solo quando guadagna un posto nella cronaca nera,restano nascosti purtroppo quei segnali di sofferenza,spesso inascoltata o sottovalutata,dei bambini.
Bisogna capire,che se i piccoli stanno male"dentro",non è sempre colpa loro. La presenza di genitori con problemi di ansia,depressione,genitori che vivono quotidianamente in situazioni di angoscia,preoccupazione e sconforto,non favoriscono una corretta crescita dei bambini.
Perchè se i genitori sono frustrati è il bambino che paga di più.
Allora c'è da porsi una domanda:"Cattivi genitori,cattivi bambini?"Si purtroppo è così!...perchè i bambini imparano ciò che vivono,e il mondo in cui vivono è un mondo alterato e violento.
Povertà,fame,malattie,guerre,terrorismo,sfruttamento,scontro tra culture,discriminazione,sconvolgimenti ambientali,ma anche solitudine,disperazione,insicurezza,depressione,tutto questo è intimamente legato al sistema di vita attuale,sistema inumano e ripeto violento. Ecco perchè il disagio dei bambini esiste,perchè in un mondo così sarebbe strano il contrario.
Nonostante tutti sappiamo quali siano i valori cui ci ha abituato la nostra cultura,e cioè il rispetto del più debole:dell'anziano,della donna e del bambino,nonostante ne siamo a conoscenza,questi valori vengono sempre meno in questa società. Perchè?
Molto spesso si sente parlare di notizie che fanno scandalo,notizie che rendono i mass-media sempre più interessati,notizie che riguardano bambini fotografati e violentati,sedotti e sfruttati per scopi economici.
Tutta violenza fatta sui più deboli,che purtroppo c'è e ha mille sfaccettature,violenza che fa notizia,tutti si scandalizzano,poi i giorni passano,la notizia scompare e tutti se ne dimenticano,e intanto tutto ciò non è altro che causa di un grandissimo disagio nei bambini.
Bambini che non fanno rumore,non gridano e soltanto raramente lanciano segnali attraverso il loro comportamento,per esser ascoltati.
Il disagio è come un labirinto:è facilissimo entrare,ma è difficilissimo uscire!...
Altra causa di disagio è l'ambiente scolastico,i bambini vengono affidati alla scuola in tenerissima età,e questa segna il loro ingresso nel sociale,nel rapporto con tutto ciò che c'è fuori dall'ambito familiare,non tutti i bambini reagiscono serenamente a questo cambiamento.
Arrivati a questo punto dobbiamo porci tutti noi una domanda.
Chi sono i bambini di oggi?Li conosciamo realmente? Sappiamo davvero comprenderli?...
E' vero!Di fronte ai compiti della vita,ai problemi quotidiani da affrontare,verrebbe da dire che è naturale aver forse dimenticato il sussulto di bambino...,ma siccome il disagio infantile è anche il disagio del bambino che c'è in noi,allora dobbiamo almeno tentare di risvegliare questa parte bambina,ma come fare a risvegliarla?
Forse la via più facile sarebbe quella del gioco!...
Col gioco i bambini dicono quel che le parole non sanno esprimere;
lo amano!Probabilmente essi giocano da quando esiste il mondo. Solo giocando con loro si può imparare a capirli,a conoscerli,a scoprirli ogni volta di più.
Ma non è facile!...Le nostre vite sono spesso luoghi affollati di cose inutili,inutili fardelli che appesantiscono i giorni.
Siamo una società depressa e ansiosa. Non c'è spazio per il gioco!e no...è sbagliatissimo tutto ciò,bisogna invece far spazio. Spazio alle emozioni. Quelle emozioni che ci permettono di poter aiutare i piccoli fin da quando incominciano a vivere situazioni di disagio,sia esso relazionale che affettivo.
Dobbiamo poter dar voce ai bambini,interpretare i loro bisogni e trovare le migliori risposte possibili ai loro interessi,in un futuro che rappresenta quello di tutta la nostra società.
Ma la cosa più brutta,la cosa che fa più paura è che in questa società c'è sempre un lupo cattivo nei paraggi di un bambino,un lupo cattivo a cui non importa se quello è un bambino,che non si vergogna se colui che ha davanti non solo non può difendersi,ma non può nemmeno capire il male che gli sta per fare. Che sorride con i suoi occhioni grandi e puri,anche quando gli si sta per fare male,male che non merita.
Quante volte i bambini sono vittime della cattiveria degli adulti,vittime delle loro scelte sbagliate,vittime innocenti che pagano per gli errori di grandi che non sanno scegliere.
In ogni epoca c'è un bambino che piange dietro un adulto che vince o che perde. Vittima di guerre,di sfruttamenti,di violenze.
Basta!...E' vietato uccidere la mente dei bambini,bisogna combattere per aiutarli,combattere,mai arrendersi! Perchè questo è un mondo addormentato.

I miei temi:

Argomento:L'amicizia,tema di riflessione e motivo di ispirazione poetica nella letteratura e nell'arte.
Amicizia:musica e poesia.
I documenti e i dati forniti da questo saggio breve,sono molto coinvolgenti. Leggendoli e rileggendoli sempre più attentamente,è da notare come tutti gli autori concordano nel sostenere la centralità dell'amicizia nella vita dell'uomo.
La bellissima poesia di Dante,mi induce a perdermi nella lettura,a perdermi nell'immaginario di ciò che egli scrive.
Il desiderio profondo che ha il poeta è quello di non separarsi dai suoi amici,è quello di stare sempre con loro. Egli desidera,sogna di partire con Guido e Lapo,di isolarsi completamente dal resto del mondo,per cercare una vita perfetta,lontano,al riparo da tutte le tempeste della realtà. Il poeta vuole affrontare tutto ciò solo con i suoi due cari amici,perchè essi sono essenziali,anche più di una donna,infatti con questo sonetto fa un vero e proprio omaggio al privilegio dell'amicizia,al desiderio di stare assieme.
Più che desiderio,la volpe protagonista del libro"il piccolo principe",sente invece proprio il bisogno di stare assieme ad un amico,in questo caso proprio il piccolo principe. La volpe sente il bisogno di " creare dei legami",sente la necessità di essere"addomesticata".Ma per lo scrittore,la parola addomesticare,in questo contesto non ha sicuramente il significato di rendere domestico l'animale,ma ha un significato molto più profondo. Indica un rapporto di amore e di amicizia tra i due esseri,i quali proprio da quel legame che si è stabilito,traggono gioia,dolore e ragione di vita.
Incontrandosi la volpe e il piccolo principe hanno appreso ciascuno un'importante verità,per quanto riguarda l'animale la sua natura si trasforma,perchè diventa al primo contatto di un amico,maestro di saggezza. Mentre,il piccolo principe riesce ad apprendere proprio dalla volpe,il vero significato di amicizia.
Una frase mi ha emozionato in particolar modo:il tuo passo mi farà uscire dalla tana,come una musica.
Musica:parola per me magica,che mi provoca sensazioni uniche!...
Suono la chitarra da due anni,essa è per me "un'amica speciale",anche se può sembrare strano,un semplice stumento musicale può farti tanta compagnia,specialmente in quei momenti in cui ti senti sola e abbandonata da tutti. E'proprio in quei momenti che la mia chitarra c'è...e non mi abbandona mai.
E'brutto sentirsi soli,Cicerone dice infatti che nessun uomo ama restare da solo,perchè sente quel bisogno di un qualcosa,quel qualcosa ha un nome:amicizia.
Per il filosofo l'amicizia è un accordo perfetto fra due persone accompagnata da benevolenza e da amore. Senza di essa quindi l'uomo non può stare,non può stare senza un altro al quale confidare i propri sentimenti,le proprie paure,e gioie.
L'uomo se è solo, è destinato a soffrire. La sofferenza fa parte purtroppo di questo mondo,è la vita che ci mette di fronte a situazioni impensabili,ed è proprio in quelle situazioni che a volte si usano parole molto dure,fredde,o profonde,come ad esempio quelle scritte da F.Uhlman nel suo breve racconto"l'amico ritrovato".
Le parole a cui mi riferisco sono:"avrei dato volentieri la vita per un amico",e l'avrei fatto quasi con gioia.
Grande suggestione ho provato leggendo questo brano,anche se l'autore all'inizio dà un'idea romantica,perchè parla dell'amicizia nata fra i banchi di scuola,sicuramente un'amicizia del cuore,quella che porta cioè ad un'intesa magica e perfetta,talmente magica da essere pronti a dare la propria vita per un amico.

I miei temi:

marzo 2009
I miei temi: Giovanni Verga (3° anno)
Giovanni Verga è sicuramente il maggior esponente del movimento artistico del verismo italiano derivante dal naturalismo francese.
La sua opera rappresenta in maniera epica il mondo degli umili,in lotta sempre con il loro destino avverso.
Nacque a Catania il 2 settembre del 1840,quindi in un periodo particolare e di trasformazione della nostra civiltà letteraria.
Periodo che dal tardo Romanticismo,passò alla Scapigliatura milanese e infine al Verismo.
Sin da giovanissimo cominciò a scrivere romanzi,perchè la letteratura fu la sua vera vocazione.
Ed è grazie a lui che si sviluppò in Italia il romanzo Realista.
Abbracciò il verismo,in particolare nei suoi romanzi di ambientazione siciliana:I Malavoglia del 1881 e Mastro don Gesualdo del 1899,che narrarono il contrasto tra le vite di contadini e pescatori poverissimi e l'esistenza della ricca borghesia e dell'aristocrazia decadente.
Il bello del Verga è che egli fu un narratore oggettivo,quasi inesistente,che si limitò a raccontare i fatti senza esprimere opinioni o valutazioni personali.
La sua opera è stata talmente importante da essere posta accanto a quella di Alessandro Manzoni,perchè I Malavoglia insieme con i Promessi Sposi,costituiscono il maggiore contributo del romanzo italiano.
Anche se la novità del romanzo del Verga consisteva nell'uso di una lingua non letteraria come quella del Manzoni,ma popolare,costruita più sul dialetto.
Anche se passano gli anni la figura di Giovanni Verga non diminuisce,forse si perde un pò del maestro del Verismo,ma lo scrittore grandeggia sicuramente.

I miei temi:

2 marzo 2009
I miei temi: Resistenza Italiana (3°anno)
In un periodo così triste e così cupo per gli italiani,come quello della seconda guerra mondiale(la più grande guerra della storia),una pagina importante fu quella scritta dai partigiani. Nel 1943 ebbe inizio in Italia la Resistenza,un movimento di liberazione formato da volontari,uomini di tutte le classi sociali,insofferenti della dittatura,che scelsero la strada difficile della lotta clandestina,con mezzi improvvisati, e con la volontà di riportare il nostro Paese alla libertà e alla democrazia. All'inizio della Resistenza i partigiani erano poche migliaia,i primi nuclei si formarono nel 1943,l'anno della crisi del regime fascista e del grande sciopero operaio di marzo.
Alla fine della guerra,verso il 1945,se ne contarono 200.000,invece 45.000 morirono in combattimento.
I partigiani ricevevano incoraggiamento dai messaggi radiofonici, dei capi dei governi in esilio a Londra,o dalla stampa clandestina.
A comandare i partigiani erano: Ferruccio Parri, (uno dei fondatori del Partito d'Azione),il comunista Luigi Longo e Raffaele Cadorna(generale dell'esercito).
I gruppi di Resistenza presero sempre più forza nelle zone d'Europa ancora occupate dai nazisti,anche se la risposta tedesca agli attacchi partigiani fu terribile,perchè per rappresaglia,cioè,per vendicarsi delle azioni subite,il comando tedesco diede ordine di compiere orrende stragi fra la popolazione,soprattutto presso Roma.
A Roma il 24 marzo del 1944 i partigiani compirono un attentato contro un plotone tedesco,uccidendo 32 soldati.
Purtroppo,da parte dei nazisti ci furono cattura e fucilazione di ostaggi,massacri della popolazione civile di interi villaggi,torture,incendi,ecc...
Morirono 335 innocenti,e tutto ciò viene oggi ricordato come la strage delle fosse ardeatine.
Finalmente il 25 aprile del 1945 l'armata anglo-americana(gli alleati)fra l'entusiasmo della gente,giunse a liberare le città dell'Italia settentrionale,come Milano,Genova,e altre.
Il 25 aprile fu la data scelta come festa della Liberazione.
Mussolini,travestito da soldato tedesco,cercò di fuggire in Germania ma fu catturato (insieme alla sua amante Claretta Petacci),dai partigiani.
Entrambi vennero fucilati il 28 aprile del 1945,e i due cadaveri furono esposti a Milano a piazzale Loreto,dove erano stati fucilati 15 antifascisti.
A gran parte degli uomini della Resistenza venne affidata la ricostruzione politica e morale del nostro Paese.

Le mie poesie:

Un giorno
Un giorno
tanti anni fa
sbagliai una porta
ed entrai nel limbo del peccato.
Lo chiamavano manicomio, per fortuna
era solo un sogno.
Simona Lepore

Le mie poesie:

Sentimento
Caro angelo
sei l’essenza della bellezza
sei la voce del canto.
Caro angelo
sei un albero grande,
dai forza e felicità.
Fiumi di porpora scorrono alle tue radici:
sono le mie sofferenze.
Simona Lepore

I miei temi:

sabato 17 ottobre 2009
L'amicizia è ritenuta da sempre il tesoro più grande,senza la quale il ricco si sente il più povero dei poveri.
L'amicizia è un valore umano,è un sentimento speciale,prezioso,forte,è una delle necessità fondamentali del nostro mondo.
In certi periodi della vita,è importantissima,da essa viene la gioia,la felicità,proprio perchè tra amici esiste una certa affinità,un legame spontaneo,qualcosa di unico. La vera amicizia,poggia sul fatto che una persona sente,avverte,percepisce che i bisogni dell'altra sono importanti quanto i suoi.
Tra veri amici deve vigere fedeltà,complicità e confidenza assoluta:tutto si deve poter dire ad un amico,senza correre il rischio di veder sbandierati al vento i propri segreti. L'amico infatti non nasconde niente,se è sincero rivela il suo animo. Ma trovare l'amico sincero è a volte molto difficile. Fiducia e amicizia,vanno di pari passo. E'come durante la crescita,il primo ostacolo grande che si incontra è quello di imparare a fidarci delle persone che ci circondano. Il traguardo è di vitale importanza, perchè da esso dipende la capacità di instaurare rapporti confidenziali con gli altri. Infatti come potrebbe una persona rivelare i propri pensieri e sentimenti profondi se temesse di essere rifiutata o tradita?
Ecco perchè l'amicizia,è si una splendida parola,facile da pronunciare,ma a volte così difficile da trovare. Ma sicuramente in ognuno di noi c'è un profondo desiderio,che è quello di riuscire a trovarla. La vuoi trovare perchè dell'amico hai bisogno,non puoi farne a meno,con gli amici si passano momenti unici,essi ti sanno regalare un sorriso al momento giusto,parli il loro stesso linguaggio,riesci a capirli con uno sguardo.
Noi viviamo in un mondo ingiusto e sapere che c'è un amico che ti vuole bene sul serio,è una cosa meravigliosa!L'amico entra nella tua vita in punta di piedi,nemmeno te ne accorgi,e vi entra per fortuna,quando tutto il mondo ne è uscito...ma l'amicizia,come tante altre cose ha anch'essa,momenti non felici. A volte per debolezza,per rancore,per l'ascolto di una maldicenza,per incomprensione,perchè non si ha il coraggio di chiedere spiegazioni,può capitare che alcuni si dicano o facciano cose di cui poi si pentono. Se poi questo porta offesa,allora questa genera rabbia e l'affetto può essere oscurato dall'amarezza e dal risentimento.
Tutto questo sta a dimostrare che anche i migliori amici, a volte si fanno del male a vicenda. Questo è inevitabile,soprattutto quando si cerca un'unione,poichè nessuno è perfetto.
Eh si...l'amicizia è la cosa più complicata che ci possa essere,a volte anche più complicata dell'amore. Io ne so qualcosa,infatti,se solo ripenso al mio passato,esattamente al mio periodo adolescenziale(periodo più importante della mia vita)mi riduco in lacrime,ci soffro molto.
Avevo tante amiche,loro erano il mio specchio,mi facevano sentire me stessa,ero felice,era tutto una favola. Parlo al passato,purtroppo,perchè le mie amiche si sono tutte distaccate,succede che crescendo cambiano gli interessi,allora non vi è più un punto d'incontro,allora si allontanano,non le vedi e non le senti più.
Ma l'amicizia, quella vera,quella più bella,quella si che resta. Essa è come l'inchiostro:lascia sempre la sua traccia,ed è molto difficile che il tempo riesca a cancellarla. Per questo sento di dire a tutte quelle persone che non hanno mai conosciuto l'amicizia,o perchè sono persone chiuse,o perchè sono timide,ecc..ecc..a tutte loro auguro di trovare un amico/a,perchè gli amici sono la luce della vita.
Tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia,così scrive il grande filosofo Cicerone,infatti l'amicizia non poteva passare inosservata ad artisti,poeti,pittori,filosofi,cantautori,ecc...di ogni tempo,che in un modo o nell'altro hanno esaltato il suo valore come sentimento universale e salutare per chi lo vive.

I miei temi:

2009
I miei temi: L'influenza aviaria

Il due marzo dell'anno 2006,in Germania,qualcosa di strano accadde ad un gatto. Il gatto venne a contatto con un virus influenzale,che gli provocò la morte in soli cinque giorni.
Si trattava dell'influenza aviaria!La malattia fu definita per la prima volta nel 1878 come "peste degli uccelli",la natura virale fu dimostrata già nel 1901,ma solo negli anni Cinquanta si comprese che tale virus era correlato con il virus A dell'influenza dei mammiferi.
L'influenza aviaria può interessare sia gli uccelli selvatici sia quelli domestici (polli,tacchini,anatre),causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell'animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali (maiali,cavalli,gatti,delfini,e balene) nonché l'uomo. La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca solo sintomi attenuati negli uccelli selvatici,in particolare uccelli acquatici migratori,che costituiscono pertanto il serbatoio naturale dell'infezione.
L'infezione viene mantenuta da alcuni uccelli acquatici che fungono da serbatoi del virus,ospitandolo nell'intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci.
Il contatto di uccelli con questi materiali,o con acqua contaminata,determina la trasmissione dell'infezione;la trasmissione fecale -orale è la più diffusa. Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi,soprattutto a basse temperature,e può restare vitale in materiale congelato. Al contrario è sensibile all'azione del calore (almeno 70° ) e viene completamente distrutto durante la cottura degli alimenti.
Molti studiosi si preoccuparono per il fatto che il virus si potesse trasmettere da uccello a uomo,per poi diffondersi da uomo a uomo come una normale influenza.
La loro preoccupazione non fu infondata,nel 1997 fu dimostrato che il virus poteva veramente trasmettersi all' uomo tramite,l'esposizione diretta ad elevate cariche virali presenti in polli malati o morti a causa del virus.
Il virus H5N1(uno dei ceppi del virus dell'influenza aviaria ) si trasmise da uccelli a umani nel 1997 a Hong Kong.
Diciotto persone furono infettate,e di queste ne morirono sei. La diffusione fu limitata a Hong Kong.Tutti i polli furono abbattuti.
A metà dell' anno 2003 il virus dell'influenza aviaria si sviluppò nei paesi del sud est asiatico,ma con il passare del tempo,a partire dalla fine di luglio 2005, L'OIE (organizzazione mondiale per la sanità animale ) informava che il virus H5N1 si era diffuso geograficamente .
Sia la Russia che il Kazakistan segnalarono casi di influenza aviaria nel pollame e mortalità negli uccelli migratori infetti da virus. A gennaio 2006 il virus continuò a essere segnalato in molte parti del Vietnam (dicembre 2003/04), dell'Indonesia, Thailandia, alcune parti della Cambogia, Cina e anche nel Laos.
Per quanto riguarda l'Europa, casi di animali infetti sono stati individuati in Romania,Croazia, Ucraina e Turchia.In alcuni allevamenti europei ci fu il crollo del consumo di carni bianche e la soppressione di milioni di volatili.
Il virus H5N1 arrivò anche in Italia,con il ritrovamento di alcuni cigni selvatici morti.
Ancora oggi tutti si chiedono,se sia sicuro mangiare carne di pollo.
Ma allo stato attuale,risulta estremamente improbabile che un pollo infetto da H5N1 raggiunga la tavola del consumatore italiano.
In Italia così come negli altri paesi comunitari,sono in atto rigide misure di controllo veterinarie degli animali domestici e degli alimenti da essi derivati alle dogane e nella catena della distribuzione alimentare.
Quest'attività di sorveglianza sull'influenza aviaria è coordinata dal Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione del Ministero della salute,che si avvale del supporto del Centro di Referenza Nazionale per l'influenza aviaria,che,insieme all'OIE alla FAO,ha creato il network veterinario OFFLU per coordinare gli sforzi in campo veterinario per monitorare e studiare il virus dei polli.

Le mie poesie:

Notte
Di notte, mentre dormo o tento di dormire
con le mie mani calde tocco le lenzuola.
Vorrei una presenza che mi calmasse il cuore.
Invece è solo buio e ho paura del giorno.
E invece è solo sera
e tremo del mattino.
Simona Lepore

Le mie poesie:

Lo stivale
Un piccolo stivale sei
ma bello da vedere direi.
Io nel tacco sono nata
e mi ritengo fortunata.
Ma un giorno salir lassù vorrei
a scalar i tuoi monti me ne andrei
ed in cima salirei.
Ma la punta un po’ triste è
e mi dice perché non vieni da me?
Allora non lo so, forse anche in Sardegna andrò.
Vai dammi il via
che ti giro tutta Italia mia.
Simona Lepore

Le mie poesie:

Il tempo che scorre
Oscura è la notte! Fermo
il tempo che scorre senza tregua
intenta ad osservare il ticchettio dell’orologio.
Simona Lepore

Le mie poesie:

Gelosia
Ci sono amori di uomini
pieni di gelosia
che vestono calzari
d’eterna prigionia.
Simona Lepore

Le mie poesie:

Camera oscura
Il microscopio infinito è un’ infinità oscura, il cielo di stelle è anch’esso oscuro. Perché? Perché tutto il mondo è oscuro?
Se fossi l’universo allora il mio cuore parlerebbe …
L’uomo: un essere di poca fede, di un’infinita bontà tramutata in cattiveria, rendendo schiavo di esso il mondo.
Vi dico: imparate ad amare, a perdonare, a sorridere, a vivere.
Un giorno anch’io credevo, immaginavo, sognavo, ma solo adesso, dopo aver conosciuto il mio destino ho capito che nonostante tutto, anche se volessi, non potrei cambiare nulla perché intorno a me e a quest’infinito universo privo di amore e di pace c’è un’ infinita immensa offuscata “CAMERA OSCURA”.
Simona Lepore

I miei temi:

(sabato 23 gennaio 2010)
Il volontariato
Sul volontariato esistono oggi molti pregiudizi,alcuni lo considerano un fenomeno antico,ormai superato e passato di moda. Ma per fortuna altri,non la pensano allo stesso modo.
Il volontariato,infatti,non è altro che un fenomeno positivo in tutti i sensi. Esso serve per istruirsi,per aiutare gli altri e per fortificare il proprio carattere e la propria personalità,e soprattutto viene svolto liberamente senza nessuna costrizione.
Tutti noi possiamo(sia giovani che adulti),fare qualcosa per gli altri,possiamo aiutare le persone bisognose,aiutare gli anziani a non sentirsi soli e abbandonati,i bambini disagiati,i malati,i diversamente abili.
Proprio i diversamente abili,hanno un grande bisogno di volontari, perchè danno loro un grosso contributo nel risolvere i mille problemi che affrontano ogni giorno. Essi possono incontrare difficoltà nello svolgere anche le attività più semplici e quindi richiedono aiuto continuo a cui spesso la famiglia o le situazioni non riescono,nonostante l'impegno, a far fronte adeguatamente.
Il volontariato deve avere dei pilastri sui quali reggersi,questi pilastri sono:la gratuità,la solidarietà,la partecipazione e l'autonomia,sono questi i valori portanti di un volontario. Solo con essi si può costruire coesione sociale.
L'opera dei volontari è continua,invisibile,paziente,perseverante,fiduciosa,fedele...efficace.
In Italia con la legge 266/'91 il volontariato viene legittimato,diventa così sempre più fenomeno associativo e diffusivo,attrezzato per poter giocare più ruoli.
Tantissime sono le associazioni di volontariato:la Croce Rossa,che da oltre un secolo opera in campo umanitario,la Caritas,Medici senza frontiere, Emergency, WWF,Legambiente...e tante altre ancora.
Fare volontariato è un dono,e per fortuna sono sempre più numerose le persone che desiderano offrire alle associazioni il loro contributo personale.
Oggi si parla di un volontariato presente,che opera,in almeno quaranta campi diversificati di intervento:dall'handicap al carcere,dall'AIDS all'ambiente,dagli anziani non autosufficienti ai minori a rischio.
Il volontariato è bello proprio perchè nasce,ripeto,da una libera scelta,dall'assumersi responsabilità verso "l'altro in difficoltà",chiunque esso sia.
Le motivazioni possono essere diverse,laiche o religiose,sociali o politiche,ideologiche o umanitarie,qualsiasi sia la motivazione,rimane il fatto che il volontario resta pur sempre una persona "Speciale".
Si sa che le persone non possono essere tutte uguali,ma proprio nonostante esse siano molto diverse tra loro,sono pur sempre accomunate dal desiderio di fare qualcosa insieme per aiutare gli altri,agendo sempre con grande spirito di fratellanza. Sono persone disposte a fare un pò di tutto,cioè ad essere disponibili anche per le più piccole cose.
Sono convinta che tante altre persone hanno voglia di fare volontariato,ma forse non trovano l'occasione giusta. Spesso infatti si pensa che la mancanza di tempo sia la motivazione principale per non farlo. Ma bisognerebbe,secondo me,porsi tutti questa domanda:quanto tempo abbiamo a disposizione?
Dico questo perchè credo(anzi ne sono convinta),che un'esperienza di volontariato qualunque esso sia,è un capitolo che ognuno nella vita dovrebbe provare. Sono contenta di aver parlato di un tema così importante ,perchè ho capito che il volontariato è fondamentale per la società in cui ci veniamo a trovare,e scrivendo queste poche righe,è come se venissi trascinata in un'esauribile voglia di essere volontaria. Ho voglia di arricchirmi,costruire nuove idee,nuove motivazioni,che mi spingano sempre più verso questo bellissimo mondo del "Volontariato",che è palestra di vita,e scuola di solidarietà.
Amo gli animali,mi piacerebbe offrire loro il mio aiuto,ho visto scene orribili in tv, che non potrò mai dimenticare. Scene crudeli,che avevano anche un pubblico,pronto a guardare senza muovere un dito. Non so, e non riesco a capire come ci possano essere persone così malvagie,fatto sta che esistono e sono pochissimi coloro pronti a fermare questi orrori.
E' tanta la mia voglia di aiutarli, e nel mio piccolo quello che riuscirò a fare per loro sarà per me di vitale importanza,vorrei avere tanto potere,ma purtroppo non ce l'ho.
Il mondo in cui tutti noi viviamo è un mondo "alterato",pieno di cattiveria e di ingiustizie,che arrecano solo tanto male. Se c'è,quindi,anche una minima possibilità per far si che cambino le cose e che magari la cattiveria si trasformi in bontà e l'ingiustizia in giustizia,allora non resta altro che agire.
Il primo passo può essere proprio quello del volontariato,in qualunque direzione esso sia rivolto,uomini,animali o natura, perchè bisogna capire che tutti,indistintamente,fanno parte di questo mondo.

TEMA

I miei temi: Ipotesi di tecniche ludico psico-pedagogiche con finalità terapeutiche all'interno degli ambienti ospedalizzati.

L'esperienza dell'ospedalizzazione risulta essere un momento traumatico per il bambino. Può diventare una realtà sconvolgente,il suo comportamento può dimostrarsi aggressivo,di sottomissione,di rinuncia,di confusione,di rabbia,di risentimento,di frustrazione. I bambini tollerano meno tutto questo rispetto agli adulti e quindi si trovano in maggiore svantaggio. Nella loro mente,paure e angosce,emergono fin troppo prontamente e offuscano i fatti confondendo ricovero con punizione, procedure e manipolazioni terapeutiche con azioni di aggressione. Da una parte la realtà può essere chiarita dando al bambino un quadro più completo ed onesto di ciò che accade in ospedale,del ruolo delle persone che ruotano in quest'ambito,del significato di una determinata patologia e delle sue conseguenze.
Ma bisogna stare attenti, perchè, la relazione con il bambino è una relazione molto delicata e coinvolgente, giacchè è sempre, prima di tutto,una relazione tra due universi emozionali.Il bambino,infatti,è un sensibilissimo radar delle nostre emozioni dei nostri stati d'animo,molto abile nel leggere con chiarezza dentro di noi e vederci per come realmente siamo.
Allora non resta altro che rendere l'ambiente ospedaliero più "a misura di bambino",adottando numerose strategie,cominciando con i Dottor Sorriso,per favorire il gesto del ridere,attraverso il quale si è visto ottenere degli effetti psicologici e biologici positivi.
Altra strategia sarà la pratica delle attività ludiche,che incoraggiano lo sviluppo fisico poichè inducono il bambino a muoversi.
Basta guardare un bambino negli occhi per capire tante cose,loro vedono un mondo completamente diverso dal nostro,gli occhi di un bambino sono occhi che invitano al gioco,e ad accettare il loro invito sono gli amici clown,che portano un pò di umorismo e un pò di immaginazione a far parte della vita dell'ospedale.
Il gioco conduce per vie sconosciute,e se il mondo visto con gli occhi di un bambino è un grande circo,allora perchè non portare il circo all'interno dell'ospedale?Un piccolissimo spettacolo circense. Non serviranno sedie, nè palcoscenico,basterà un piccolo spazio e una tenda e il piccolo spazio diverrà una piazza da circo. I clown daranno il benvenuto ai bambini,li prenderanno per mano,distribuiranno pop corn, zucchero filato,doneranno loro sculture di palloncini e si divertiranno ad insegnare qualche piccola giocoleria...
Gli animali del circo saranno ragazzi volontari,che indosseranno i costumi del cavallo,dell'asinello,della scimmia,della tigre,del leone,e dell'animale più grande del circo: l'elefante. I bambini potranno salire sul dorso del loro animale preferito,(i volontari a gattoni porteranno i bambini in giro per la sala),verranno scattate loro delle foto ricordo. Ma ad un tratto il circo se ne andrà. Un inserviente si preoccuperà di ripulire sgombrando oggetti e stoffe abbandonati perchè ormai inutili fino a quando...sorpresa...non scopre tra le cianfrusaglie,me,vestita da clown,addormentata e dimenticata dai miei compagni. Tanta sarà la voglia dei miei amici clown di esibirsi,che coinvolgerà l'inserviente e i bambini nella creazione di uno spettacolo partendo da pochi oggetti rimasti,dalla fantasia e da tanta allegria. In un susseguirsi di magie,trovate e gag,lo spettacolo finalmente scorrerà: l'inserviente diventerà poco a poco una spalla perfetta e l'allegria sarà assicurata,fino a quando il circo ritornerà per raccogliere il clown smarrito. E' tutto finito? forse no...A volte la meraviglia nasce dalle scoperte semplici...
Uno spettacolo sulle gag storiche dei clown,sull'amicizia e sul teatro. Una girandola coinvolgente di risate ed emozioni adatta ai bambini di tutte le età...
Il clown che figura divertente che prepara alla riscoperta della gioia interiore,del valore del sorriso,dell'amicizia.
Questo "piccolo" "grande" circo realizzerà giochi di fiducia,di comunicazione,saranno brevi momenti in cui si vivranno forti emozioni,date dalla danza gestuale,dalle tecniche di mimo e da tante altre cose.
I clown sono "allenati "a vivere quotidianamente in maniera positiva,a sviluppare la creatività e la sensibilità. E' quando la creatività e la sensibilità,matureranno in ogni clown,solo allora essi potranno comunicarle ai bambini per sollevare il loro spirito,portare loro la speranza,diffondere a tutti la gioia!
Dedicato a tutti i bambini che soffrono:
Sto cercando in me il mio clown,sto cercando quel particolare stato d'animo che mi faccia esplorare le mie debolezze,le voglio sottolineare,valorizzare fino a che si trasformino in un dono comico.
Non voglio far ridere,solo accettando questo avrò in mano la chiave per suscitare ai bambini una piccola risata.
Indosserò la maschera più piccola del mondo: il naso rosso,quel naso rosso di gioia,mi concentrerò,mi darò un equilibrio,collaborerò,mi "prenderò in giro",riderò di me!...Non voglio solo insegnare tecniche,ma voglio trasmettere il mio divertirmi nel gioco,voglio diffondere gioia lì dove ce n'è più bisogno.
Vai via disagio fisico,e via tu sofferenza,pure tu scappa solitudine,venite voi gioia e speranza... perchè qualcuno forse si innamorerà del mio sorriso.
Non c'è cosa più bella che vedere il sorriso e lo stupore di un bambino,che guarda me tornata cucciola nel cuore,per dare a quel bambino purezza,luce,calore... Mai più la paura e il dolore dovrà affliggerli,tu "Sorriso" trionferai. Sarai la medicina più dolce che sia mai esistita,tu sorriso li porterai nel mondo dei sogni,un mondo pieno di sole.

Le mie poesie:

Attimi
Oltrepassando l’infinito,sono giunta in un mondo sconosciuto,
vago per la strada di questo mondo senza fine.
Tutto tace… tutto è oscuro.
Ad un tratto vedo delle ombre che veloci fuggono senza fermarsi,
le chiamo ma non rispondono, si dissolvono nel nulla.
Le chiamo ancora ma non ricordo il loro volto,sento delle urla,
di chi sono ?

Le mie poesie:

Angelo Santo
Ho conosciuto un angelo santo,
che fin dalla mia nascita mi protegge e mi sta accanto.
Angelo Santo non mi abbandonare.
So che hai un libro d’oro, e con una penna scrivi il mio destino..
fammi leggere il tuo libro ti prego, perché
io non ho mai visto Dio.
Angelo Santo ti avvicini, mi dici:
soccorri un bimbo mentre piange nei suoi occhi c’è Dio,
bevi l’acqua più limpida che dona sollievo di pace
in quell’acqua c’è Dio,
Soccorri il medicante e dagli un tozzo di pane, in quell’uomo c’è Dio,
vai a trovare l’uomo infermo e prega per lui,in quell’uomo c’è Dio.
Quando sei sereno ascolta i battiti del tuo cuore,dentro di te c’è Dio.
Non parli più Angelo Santo?
sei svanito dalla realtà? Entra nel mio cuore, dammi fiducia.

I miei temi: L'handicap (2 marzo 2009)

Andando indietro nel tempo,ma molto indietro,si è scoperto che la cura verso le persone handicappate c'è fin dall'inizio della nostra specie(homo sapiens 160.000 anni fa).Vi sono prove,sulla base delle ossa ritrovate,che gli uomini delle primissime origini vivevano in clan di circa 20 persone e che questi clan si prendevano cura anche dei più deboli. Infatti sono state ritrovate ossa di uomini adulti che presentano tipiche malformazioni dovute a nascite anomale,il che significa che le malformazioni congenite non hanno impedito al clan di prendersi cura di questi più sfortunati. L'attenzione verso i deboli era quindi presente fin dall'inizio della nostra specie(come ovviamente fin dall'inizio era presente la guerra,esattamente come oggi).Facendo poi un bel salto in avanti,fino ad arrivare al periodo che va dal 1200 in poi,si scopre che le persone handicappate venivano viste come dei mostri,e venivano trattate con una prassi corrispondente,cioè in modo mostruoso. La mente di quegli uomini che pensavano ciò,era ossessionata dal dover rintracciare il colpevole di quelle nascite mostruose.
Per fortuna la nostra società moderna nel suo insieme ha un tasso di bontà più elevato rispetto al passato. Non c'è alcun dubbio che oggi si vive meglio e con più giustizia di un tempo.
Ma quale è l'idea che tiene insieme la nostra società e la fa essere migliore rispetto al passato?E'l'idea della centralità assoluta della persona (o dell' individuo).E'in base a quest'idea che i diritti delle minoranze sono ora riconosciuti. Non conta essere uomo o donna,ricco o povero,nero o bianco,italiano o straniero,cattolico o protestante o ebreo o musulmano...,eterosessuale o omosessuale,sano o malato:quello che conta è essere un uomo,un individuo. Certo,per le persone handicappate e i loro familiari a livello pratico non è sempre così,c'è molto da fare,molte cose non funzionano come dovrebbero,bisogna lottare quasi ogni giorno,nonostante il valore enorme,epocale,di questo cambio di mentalità.
Cambio di mentalità che è avvenuto anche all'interno della chiesa, perchè spesso nel passato ai"mostri"si negava il battesimo,e ovviamente a maggior ragione anche gli altri sacramenti. Ora per fortuna li si battezza come tutti gli altri bambini,si amministrano loro tutti gli altri sacramenti è qualche disabile diviene anche prete o suora.
Come mai nel Cristianesimo non accettavano a tutti i livelli le persone handicappate?forse a causa dell'idea che la sorgente della vita umana è controllata direttamente da Dio. La vita viene direttamente da Dio,è lui che plasma con le sue mani i bambini ancora nel ventre materno.
Se quindi nascono così si ragionava,è del tutto evidente che Dio ha voluto che nascessero così,e se l'ha voluto aveva le sue buone ragioni,doveva punire. La Bibbia ebraica è dominata dalla teoria secondo cui non c'è disgrazia se prima non c'è una colpa,o come il Corano che afferma che nessuna sventura colpisce l'uomo senza il permesso di Allah".
Praticamente da sempre nella storia Cristiana,tranne ai nostri giorni,all'origine di ogni nascita di un bambino handicappato si è vista una punizione.
C'è però un'altra spiegazione di queste nascite da parte del Cristianesimo,e si tratta della risposta oggi più accreditata. Si pensa che il fatto che siano nati così,non è un segno di punizione ma di elezione.
L'evento più alto che fa pensare a ciò è la redenzione di Cristo,la quale è avvenuta mediante la sofferenza innocente,e quindi la sofferenza(tanto più se è innocente)acquista un valore spirituale enorme. Se nascono così è per salvare il mondo.
Sono due modi di pensare completamente diversi:il primo vedeva i piccoli e le loro famiglie immersi nel peccato,questo li trasforma in santi innocenti,mentre non sono santi,sono solo innocenti,e penso che avrebbero volentieri fatto a meno di questo genere di santità. L'altro modo di pensare e cioè quello che riguarda la teoria in cui la sofferenza è considerata come necessaria,o in cui è stato necessario il sangue di Cristo,allora io a questo punto mi chiedo se Dio ha davvero bisogno di sangue innocente per salvare gli uomini. Mi chiedo che nesso c'è tra un Dio che è amore onnipotente e la necessità della sofferenza e della morte.
Mi chiedo perchè quel sangue innocente è ritenuto necessario per la salvezza degli uomini e perchè la sua necessità rende a sua volta necessaria la sofferenza degli innocenti. E non trovo nessuna risposta plausibile.
Perchè innocente è colui "che non può nuocere".

TARTAR DI TONNO

Filetto di tonno (al dente), capperi e olive nere a pezzettini, pepe nero, peperoncino, olio di oliva, 3 gocce di limone.
Cottura: 1 ora ( forno)
Una volta fuori dal forno, spruzzare con poco aceto balsamico.
by A B.

mercoledì 14 luglio 2010

SIMONA

Sognavo di te ogni notte, ma soprattutto, ti sognavo di giorno
I miei occhi disegnavano il tuo viso con mille stelle intorno
Mille lucette piene di speranza, mille sogni ricchi di passione
Oggi su di me mille sconfitte, fatte di amarezza e delusione
Nella notte me ne andrò via, lontano, per cercarmi un posticino
Addio, amore mio, ti amo troppo per poterti stare vicino.

IL MIO ESAME DI STATO 2010

ISIP "L.Da Vinci" - Gallipoli(Le)-Tecnico dei servizi sociali
Presidente: Margiotta Gabriella
Commissario: Felice Rosina - Italiano
Commissario: Manca Maria Rosaria - Cultura Medico-Sanitaria
Commissario: Suez Vincenza- Psicologia Gen.Le E Applicata
Commissario interno: Guida Antonio - Tecnica Amministrativa
Commissario interno: Maggio Cosimo - Diritto e Legislazione
Commissario interno: Tarantino Luigi - Inglese

mercoledì 9 giugno 2010

My Teachers

ITALIANO:Rizzo Maria
STORIA:Rizzo Maria
PSICOLOGIA:Cagnazzo Egidio
INGLESE: Tarantino Luigi
DIRITTO E LEGISLAZIONE: Maggio Cosimo
TECNICA AMM.VA: Guida Antonio
CULTURA MEDICO-SANITARIA: Licciano Giuliana
MATEMATICA: Ruppi Donata

ANNO V SERALE-SERVIZI SOCIALI I.S.I.P. ISTITUTO PROFESSIONALE LEONARDO DA VINCI
GALLIPOLI (LE)