sabato 7 agosto 2010

I miei temi: L'handicap (2 marzo 2009)

Andando indietro nel tempo,ma molto indietro,si è scoperto che la cura verso le persone handicappate c'è fin dall'inizio della nostra specie(homo sapiens 160.000 anni fa).Vi sono prove,sulla base delle ossa ritrovate,che gli uomini delle primissime origini vivevano in clan di circa 20 persone e che questi clan si prendevano cura anche dei più deboli. Infatti sono state ritrovate ossa di uomini adulti che presentano tipiche malformazioni dovute a nascite anomale,il che significa che le malformazioni congenite non hanno impedito al clan di prendersi cura di questi più sfortunati. L'attenzione verso i deboli era quindi presente fin dall'inizio della nostra specie(come ovviamente fin dall'inizio era presente la guerra,esattamente come oggi).Facendo poi un bel salto in avanti,fino ad arrivare al periodo che va dal 1200 in poi,si scopre che le persone handicappate venivano viste come dei mostri,e venivano trattate con una prassi corrispondente,cioè in modo mostruoso. La mente di quegli uomini che pensavano ciò,era ossessionata dal dover rintracciare il colpevole di quelle nascite mostruose.
Per fortuna la nostra società moderna nel suo insieme ha un tasso di bontà più elevato rispetto al passato. Non c'è alcun dubbio che oggi si vive meglio e con più giustizia di un tempo.
Ma quale è l'idea che tiene insieme la nostra società e la fa essere migliore rispetto al passato?E'l'idea della centralità assoluta della persona (o dell' individuo).E'in base a quest'idea che i diritti delle minoranze sono ora riconosciuti. Non conta essere uomo o donna,ricco o povero,nero o bianco,italiano o straniero,cattolico o protestante o ebreo o musulmano...,eterosessuale o omosessuale,sano o malato:quello che conta è essere un uomo,un individuo. Certo,per le persone handicappate e i loro familiari a livello pratico non è sempre così,c'è molto da fare,molte cose non funzionano come dovrebbero,bisogna lottare quasi ogni giorno,nonostante il valore enorme,epocale,di questo cambio di mentalità.
Cambio di mentalità che è avvenuto anche all'interno della chiesa, perchè spesso nel passato ai"mostri"si negava il battesimo,e ovviamente a maggior ragione anche gli altri sacramenti. Ora per fortuna li si battezza come tutti gli altri bambini,si amministrano loro tutti gli altri sacramenti è qualche disabile diviene anche prete o suora.
Come mai nel Cristianesimo non accettavano a tutti i livelli le persone handicappate?forse a causa dell'idea che la sorgente della vita umana è controllata direttamente da Dio. La vita viene direttamente da Dio,è lui che plasma con le sue mani i bambini ancora nel ventre materno.
Se quindi nascono così si ragionava,è del tutto evidente che Dio ha voluto che nascessero così,e se l'ha voluto aveva le sue buone ragioni,doveva punire. La Bibbia ebraica è dominata dalla teoria secondo cui non c'è disgrazia se prima non c'è una colpa,o come il Corano che afferma che nessuna sventura colpisce l'uomo senza il permesso di Allah".
Praticamente da sempre nella storia Cristiana,tranne ai nostri giorni,all'origine di ogni nascita di un bambino handicappato si è vista una punizione.
C'è però un'altra spiegazione di queste nascite da parte del Cristianesimo,e si tratta della risposta oggi più accreditata. Si pensa che il fatto che siano nati così,non è un segno di punizione ma di elezione.
L'evento più alto che fa pensare a ciò è la redenzione di Cristo,la quale è avvenuta mediante la sofferenza innocente,e quindi la sofferenza(tanto più se è innocente)acquista un valore spirituale enorme. Se nascono così è per salvare il mondo.
Sono due modi di pensare completamente diversi:il primo vedeva i piccoli e le loro famiglie immersi nel peccato,questo li trasforma in santi innocenti,mentre non sono santi,sono solo innocenti,e penso che avrebbero volentieri fatto a meno di questo genere di santità. L'altro modo di pensare e cioè quello che riguarda la teoria in cui la sofferenza è considerata come necessaria,o in cui è stato necessario il sangue di Cristo,allora io a questo punto mi chiedo se Dio ha davvero bisogno di sangue innocente per salvare gli uomini. Mi chiedo che nesso c'è tra un Dio che è amore onnipotente e la necessità della sofferenza e della morte.
Mi chiedo perchè quel sangue innocente è ritenuto necessario per la salvezza degli uomini e perchè la sua necessità rende a sua volta necessaria la sofferenza degli innocenti. E non trovo nessuna risposta plausibile.
Perchè innocente è colui "che non può nuocere".

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