sabato 7 agosto 2010

I miei temi:

2009
I miei temi: L'influenza aviaria

Il due marzo dell'anno 2006,in Germania,qualcosa di strano accadde ad un gatto. Il gatto venne a contatto con un virus influenzale,che gli provocò la morte in soli cinque giorni.
Si trattava dell'influenza aviaria!La malattia fu definita per la prima volta nel 1878 come "peste degli uccelli",la natura virale fu dimostrata già nel 1901,ma solo negli anni Cinquanta si comprese che tale virus era correlato con il virus A dell'influenza dei mammiferi.
L'influenza aviaria può interessare sia gli uccelli selvatici sia quelli domestici (polli,tacchini,anatre),causando molto spesso una malattia grave e perfino la morte dell'animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali (maiali,cavalli,gatti,delfini,e balene) nonché l'uomo. La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca solo sintomi attenuati negli uccelli selvatici,in particolare uccelli acquatici migratori,che costituiscono pertanto il serbatoio naturale dell'infezione.
L'infezione viene mantenuta da alcuni uccelli acquatici che fungono da serbatoi del virus,ospitandolo nell'intestino anche senza mostrare una sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci.
Il contatto di uccelli con questi materiali,o con acqua contaminata,determina la trasmissione dell'infezione;la trasmissione fecale -orale è la più diffusa. Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti per lunghi periodi,soprattutto a basse temperature,e può restare vitale in materiale congelato. Al contrario è sensibile all'azione del calore (almeno 70° ) e viene completamente distrutto durante la cottura degli alimenti.
Molti studiosi si preoccuparono per il fatto che il virus si potesse trasmettere da uccello a uomo,per poi diffondersi da uomo a uomo come una normale influenza.
La loro preoccupazione non fu infondata,nel 1997 fu dimostrato che il virus poteva veramente trasmettersi all' uomo tramite,l'esposizione diretta ad elevate cariche virali presenti in polli malati o morti a causa del virus.
Il virus H5N1(uno dei ceppi del virus dell'influenza aviaria ) si trasmise da uccelli a umani nel 1997 a Hong Kong.
Diciotto persone furono infettate,e di queste ne morirono sei. La diffusione fu limitata a Hong Kong.Tutti i polli furono abbattuti.
A metà dell' anno 2003 il virus dell'influenza aviaria si sviluppò nei paesi del sud est asiatico,ma con il passare del tempo,a partire dalla fine di luglio 2005, L'OIE (organizzazione mondiale per la sanità animale ) informava che il virus H5N1 si era diffuso geograficamente .
Sia la Russia che il Kazakistan segnalarono casi di influenza aviaria nel pollame e mortalità negli uccelli migratori infetti da virus. A gennaio 2006 il virus continuò a essere segnalato in molte parti del Vietnam (dicembre 2003/04), dell'Indonesia, Thailandia, alcune parti della Cambogia, Cina e anche nel Laos.
Per quanto riguarda l'Europa, casi di animali infetti sono stati individuati in Romania,Croazia, Ucraina e Turchia.In alcuni allevamenti europei ci fu il crollo del consumo di carni bianche e la soppressione di milioni di volatili.
Il virus H5N1 arrivò anche in Italia,con il ritrovamento di alcuni cigni selvatici morti.
Ancora oggi tutti si chiedono,se sia sicuro mangiare carne di pollo.
Ma allo stato attuale,risulta estremamente improbabile che un pollo infetto da H5N1 raggiunga la tavola del consumatore italiano.
In Italia così come negli altri paesi comunitari,sono in atto rigide misure di controllo veterinarie degli animali domestici e degli alimenti da essi derivati alle dogane e nella catena della distribuzione alimentare.
Quest'attività di sorveglianza sull'influenza aviaria è coordinata dal Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione del Ministero della salute,che si avvale del supporto del Centro di Referenza Nazionale per l'influenza aviaria,che,insieme all'OIE alla FAO,ha creato il network veterinario OFFLU per coordinare gli sforzi in campo veterinario per monitorare e studiare il virus dei polli.

Nessun commento:

Posta un commento