sabato 7 agosto 2010

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martedì 23 febbraio 2010
La pena di morte
Da quando l'uomo ha preso possesso del mondo,da quando cioè ha cominciato a creare le sue leggi secondo la sua visione della giustizia,da quel giorno esiste la pena di morte,detta anche pena capitale.
Si tratta di una legge barbara che ancora troppi paesi hanno nel loro codice.
L'esecuzione capitale ha radici molto antiche,già nella preistoria,nonostante l'assenza di un codice penale scritto era ampiamente eseguita.
Successivamente si hanno prove della sua applicazione fra popoli come Babilonesi,Egizi,Greci e Romani. La pena capitale era prevista per crimini come furto,mancanze commesse nell'esecuzione de proprio lavoro,sacrilegi,omicidio,ecc..
Proprio per le varie forme di omicidio,la pena capitale cominciò ad essere applicata in Italia da Enrico || nel Basso Medioevo,intorno al 1050.
I crimini venivano allora puniti mediante la decapitazione,l'impiccagione,l'annegamento,la tortura fino alla morte,il sacrificio,ecc..,fino ad arrivare nel'500 e '600 a torture raccapriccianti quali la ruota,il rogo,e lo squartamento.
In particolare la condanna colpì chi si discostava dalle posizioni della Chiesa,infatti l'accusa di eresia sarà per secoli causa di atroci torture e di morte per una moltitudine di uomini e donne.
Ciò avvenne fino alla fine del 1700,quando cominciò ad affacciarsi con il pensiero illuminista la possibilità di un ripensamento sulla validità della pena di morte.
Molto importante fu nel 1764 la pubblicazione del libro"Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria,che stimolò una riflessione sul sistema penale vigente,sostenendo l'inefficacia della condanna capitale come mezzo di prevenzione del crimine suggerendo in alternativa alla pena di morte,la pena dell'ergastolo. Per fortuna l'opera di Beccaria ottenne grande attenzione.
Nacquero infatti nel xv||| secolo numerosi movimenti,che ne richiedevano l'abolizione. Uno dei primi stati che abolì la pena di morte fu il Granducato di Toscana,esattamente nel 1786(purtroppo ciò durò solo per quattro anni,perchè nel 1790 Leopoldo| di Toscana reintrodusse la pena di morte).
A partire dal XX secolo,in numerosi stati,prima Europei e poi molti altri,la pena di morte venne abolita e sostituita da altre punizioni come il carcere a vita.
In Italia,la pena di morte sparì dal codice penale nel 1889 per rientrarci poi con il fascismo con Mussolini nel 1926,per tutti coloro che avessero attentato alla vita o alla libertà della famiglia reale o del capo del governo e anche per vari reati contro lo stato.
Fu fortunatamente di nuovo rifiutata all'inizio della sua storia repubblicana,l'Italia divenne così a tutti gli effetti un paese totalmente abolizionista.
Non fu così però per molti stati,specialmente i più avanzati(ben 68 nazioni),paesi arabi a maggioranza musulmana,India,Cina,Giappone,ecc..,ma gli Stati Uniti d'America,sono i maggiori responsabili di esecuzioni capitali(366 dal 1976 al 2006).
Un passo però molto importante e fondamentale verso l'abolizione universale della pena di morte è quello fatto da Amnesty International(Londra,20 settembre 2007),con la campagna per la moratoria(sospensione temporanea della legge).Con essa si spera di essere vicini alla fine di tutti gli omicidi di stato,si spera in un mondo senza la pena di morte,ognuno degli stati membri dell'ONU dovrebbe dire basta alla pena capitale!
E' inutile porre sempre le solite domande:la pena di morte è giusta o ingiusta?è utile o inutile?,la mia risposta è che essa è ingiusta ed inutile,perchè l'uomo ha il diritto di vivere chiunque esso sia,ha il diritto a non essere privato della vita,tanto più dal proprio stato.
Sono sempre più convinta che se lo stato spezzasse la catena della violenza(la sua è la più mostruosa,perchè legale)forse si potrebbe sperare in un miglioramento complessivo,visto che la pena di morte è l'inciviltà di un popolo.
Mi rabbrividisce il solo pensiero che vengano uccisi degli innocenti,perchè è proprio quello che a volte succede,persone condannate a morte senza che vi siano prove di colpevolezza,ma in che mondo viviamo?se solo qualcuno si fermasse a riflettere un po’ di più,forse le cose cambierebbero chissà,purtroppo però non è mai così!
A me è bastato guardare un film per capire la crudeltà di questa orribile legge,il film a cui mi riferisco è "Il miglio verde" che contiene una dichiarazione forte,potente contro l'uso della pena di morte. Il protagonista(persona innocente), viene condannato su una sedia elettrica. E'questo il mondo in cui viviamo!Altro che film,viviamo in una dura realtà fatta di uomini di ghiaccio,fatta di uomini senza sentimento.

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